Perchè andare a visitare il mercato La Boqueria?

Quando viaggio è sempre affascinante conoscere la cultura, storia o bellezze artistiche e architettoniche della destinazione scelta. Ma per vedere com’è quel luogo, per capire cosa nasconde e com’è il suo popolo, credo che un modo semplice è quella di andare a scoprire i suoi mercati, i colori, gli odori, ma soprattutto le persone che lo animano e lo vivono,  che si tratti di una metropoli o di un piccolo paese.

Attorno al mercato ruota la vera vita della città, gli usi, i costumi, le tradizioni e chiaramente le abitudini culinarie. Nel mercato c’è il volto delle persone, quelle che escono di casa e vanno a fare la spesa, salutano e parlano con il commerciante o il contadino, perché è da una vita che comprano da lui, ormai sono più che conoscenti, si fidano di lui e dei prodotti che vende.

Per questo arrivata a Barcellona, avevo in programma di visitare La Boqueria, sicuramente il mercato più famoso e visitato della città.

Il mercato si trova lungo la Rambla (Les Rambles, 91), più o meno all’altezza della fermata della metro L3 (Liceu) ed è un luogo pazzesco per vedere tanta architettura a costo zero e che a volte ci sfugge dagli occhi, leggi di più qui.

La mia, è un’esperienza combattuta, non è stato “amore a prima vista”.

A prima vista è stato come guardare una donna con tanto fondotinta e cipria, bellissima al primo sguardo, ma osservando meglio si ha le sensazione che indossi una maschera. Così La Boqueria, bellissima appena entrata, con tutti quei colori sgargianti, poi la delusione di aver sbagliato ad essere andata lì, ma infine il piacere di aver visitato il mercato e l’incontro con quello che ha dentro.

La Boqueria Barcellona ingresso

La delusione a La Boqueria di Barcellona

Sono entrata, una folla enorme di turisti che occupava ogni angolo del mercato, girando tra i vari banchi e chioschi e io con loro.
La sensazione che ho avuto è che il cuore del mercato girasse attorno al turista e non noi intorno al mercato. Tutto è improntato su, attirare gli avventori e vendere qualcosa, attirare qualcuno che vedranno un solo giorno. Senza dover instaurare nessun rapporto. Tutto mi è apparso freddo e frenetico, una sorta di mercato “fast-food”.
I banchi della frutta, tutti organizzati, e geometrici, delle piramidi di frutta colorata in ordine, non manca nemmeno un tassello, appare finto, costruito. Ma qualcuno compra quella frutta? O è lì solo come ornamento, per rendere l’aspetto del chiosco strabiliante ai nostri occhi?
Lunghe file di spremute, frullati e centrifugati di tutti i tipi e di svariati colori che solo quello attira la nostra attenzione e curiosità.

La Boqueria Barcellona i frullati
Pochi erano i clienti abituali che con indifferenza passavano tra i turisti, uno scambio rapido di parole e via, uscire dal caos e liberarsi di noi.
Di tanto in tanto, qualche commerciante, ormai esausto del turista che blocca il passaggio, che si ferma solo per scattare qualche foto e non per comprare espone il divieto di fare foto.

La Boqueria Barcellona no foto
Mi sono chiesta, è questa l’anima del mercato La Boqueria? Un luogo artificioso e falso?

Mi aspettavo qualcos’altro, qualcosa di più intimo, un luogo che mi emozionasse.

Chiudo gli occhi, cerco di cancellare le immagini appena registrate, mi prendo un attimo. “Osserva” mi dico “non può essere tutto quà. Guarda attentamente, non fermarti all’apparenza, quella inganna”.

L’anima del mercato La Boqueria

Mi sono fatta coraggio, ho riguardato i banchi di frutta, gli stessi di prima e ho visto che dietro a quelle file perfette e ordinate, c’è la dedizione di persone, che da anni, amano quello che fanno, un lavoro accurato di costruzione della loro vetrina, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Dietro a quei banchi c’è il lavoro non semplice di selezionare e comprare tutti quei prodotti che sono lì esposti per noi. Dietro a quei banchi ci sono persone che si devono svegliare quando è ancora buio per far si che tutto sia pronto al nostro arrivo. Il loro è un lavoro estenuante, dover stare in luogo così affollato, caotico e frenetico e far fronte alle esigenze di tutti, soddisfare le nostre aspettative, ma sono lì tutto il giorno per non deludere noi e nemmeno loro stessi. Se noi andiamo via col sorriso, a loro lasciamo la soddisfazione di lavorare bene.

Il loro è un lavoro estenuante, stare in luogo così frenetico, affollato, caotico e far fronte alle esigenze di tutti, soddisfare le nostre aspettative, nonostante ciò sono lì tutto il giorno per non deludere noi e nemmeno loro stessi. Se noi andiamo via col sorriso, a loro lasciamo la soddisfazione di aver fatto un buon lavoro.
La Boqueria Barcellona verdura

La Boqueria Barcellona i colori

La Boqueria Barcellona funghi
Questo è lo spirito del mercato, ciò che fa continuare a vivere la sua storia, l’amore dei commercianti che sono lì e che ogni giorno, preparano i loro banchi o chioschi con cura. Attraverso loro noi apriamo una piccola finestra sulla loro vita e della vita di questo mercato. Impariamo qualcosa in più su quello che sono le origini delle loro tradizioni.

La Boqueria Barcellona torrone

La Boqueria Barcellona frutta secca

In fondo siamo lì, oltre per soddisfare un semplice capriccio turistico, siamo lì perchè ci aspettiamo di aspettiamo di emozionarci e imparare qualcosa in più della cultura spagnole e quella catalana e il mercato con la sua vivacità ce lo può trasmettere, dobbiamo solo essere in grado di catturarlo.

Questa è la mia esperienza con La Boqueria. Cosa ne pensi? Mi farebbe piacere avere la tua opinione

2 thoughts on “I colori de La Boqueria di Barcellona”

  1. Sono stata alla Boqueria qualche anno fa e non mi hanno trattata male, anche se non ricordo molto e non so dirti se fossero freddi o meno coi turisti. Purtroppo quello che descrivi è ciò che succede quando un posto diventa famoso sulle guide turistiche, e ci si può fare poco. L’importante è andare oltre e guardare cosa c’è di veramente bello in un mercato come quello, cercare di capire se va avanti solo per la nomina o se vale davvero la pena di andarci. A me ha messo allegria, con tutti quei colori 🙂 quindi ci ritornerei.

    1. Grazie per il tuo commento, apprezzo molto la tua sincerità!!!
      Non era la prima volta che andavo a La Boqueria. Ero già stata lì qualche anno fa, e l’impressione che avevo avuta era diversa. Forse questa volta l’ho guardata con altri occhi, anche se ho cercato di andare oltre all’immagine turistica che chi entra lì ha come primo impattto. Nemmeno a me hanno trattato male, anzi ho trovato un banco di empanadas che è stato molto cordiale e mi ha fatto anche un bello sconto. Ma non tutti, sinceramente, hanno avuto lo stesso approccio.

Ora è il tuo turno. Sono curiosa di sapere cosa ne pensi!