Oporto, luogo dove nasce il Portogallo, da dove tutto ha inizio. Oporto è ammaliante, ti innamori di ogni suo angolo, di ogni sua strada e vicolo, ti innamori delle sue facciate dall’intonaco scrostato, degli azulejos su ogni edificio, ti innamori del suo fascino decadente.

Oporto, non è appariscente, non si veste di mille colori, non si nasconde dietro a stucchi. Anche quando incontro le case in fila di diversi colori, sono colori consumati dal tempo, ormai opachi.

Oporto è naturale, la sua voce ti entra dentro dal primo passo che fai sulle sue strade acciottolate, la sua voce è un canto antico, è la voce del Fado, è una voce di malinconia e di forza e coraggio, dove qui ha la sua culla.

Il canto è in una lingua a me sconosciuta eppure la comprendo e mi faccio coccolare dal suo ritmo melanconico che mi stringe il cuore, mi fa venire i brividi, mi commuove.

Oporto è pigra, non ha fretta, la vita e le giornate scorrono lente, seguono il ritmo dell’acqua del suo fiume, il Douro. La sua è una storia lungo il fiume, di lunghe barche, di nero pece, cariche di nettare e sacrifici. Nere barche (rabelos) che hanno riflesse la luce del sole e il sapore del vino.

La sua storia è legata all’acqua e alla terra, una terra arida da cui nasce lo stesso la vita, la sua terra è forza, forza di andare avanti con lo sguardo rivolto al passato. Le sue radici sono lì e vivono con forza in ogni sua strada, in ogni sua casa, Oporto che ha perso il conto dei suoi anni.

Parlare di Oporto non è semplice, come non è semplice provare a descrivere le emozioni di quello che ho visto e provato.

Quello che ho capito è che un solo viaggio non è sufficiente per poterla conoscere, per poterle entrare dentro, per poterla esplorare, ciò richiede tempo, bisognerebbe vivere lì per un po’.

Oporto - case colorate

Quartiere Ribeira

Cammino per le strade del Ribeira, il quartiere antico, tra i suoi colori, tra i suoi panni stesi al sole, tra le vissute taverne e le case addossate e le strade in salita.

Cammino tra odori di cibo e di chiuso dei vicoli, i negozi ormai abbandonati da tempo, pieni di polvere e con le porte sbarrate, cammino tra gli angoli illuminati dai raggi del sole che ormai riscaldano, cammino tra le ombre create dalle case.

Arrivo al molo e davanti a me il Douro, di un color azzurro vivo e dorato dai riflessi del sole. L’aria ha il profumo di Oporto e del suo fiume. In lontananza l’alto Ponte Luis I, un ponte di ferro che ricorda la Torre Eiffel, un ponte che unisce le due anime di Oporto.

La Oporto storica con Vila Nova de Gaia, luogo di vini, cantine e vita notturna.

Oporto - Vicoli del Quartiere Ribeira
Oporto – Vicoli del Quartiere Ribeira

Oporto - casa azulejos

Oporto - O mercado
Oporto – O Mercado

Sopra il Ribeira, a Praça do Infante Dom Enrique, mi appare un appariscente mercato rosso porpora (Mercado Ferreira Borges), ora divenuto un centro culturale, un mercato di ferro e vetro di fine ‘800. All’interno, al primo piano c’è “O Mercado”, uno stupendo ristorante, mi affaccio timidamente per vederlo e rimango incantata al primo sguardo.

E’ un luogo dall’aria malinconica anche se ben tenuto. Decido subito di sedermi su uno dei divani retro e qui gusto il primo bicchiere di Ribeira del Douro in Portogallo. Stare qui è come stare a casa, nonostante sia molto grande, l’atmosfera è intima.

Oporto - Mercado OOsservo l’arredamento di questo locale, tutto ripescato dal “rigattiere” e restaurato, tutto  molto particolare e piacevole alla vista. Ci sono vecchi barili di gasolina, ritagliati, tingeggiati  e ricoperti da tavole di legno o vecchi bancali che ora funzionanto da tavoli. Un vecchio lavabo in pietra che riempie lo spazio della zone dei divani.

Quanto potrei ancora descrivere, ma l’unico modo per vedere tutto e capire è venire qui.

Oporto - Mercado

Igreja de Sao Francisco (Chiesa di S. Francesco)

Chiesa di San FrancescoLascio il mercato e mi avvicino al Palazzo della Borsa, ma ormai l’orario delle visite è terminato.

Quindi via per la successiva tappa, la chiesa di San Francesco.

Una chiesa nascosta, timida, dall’esterno grigio e triste, di stile gotica, sembra una chiesa modesta, come ci si aspetterebbe, visto che è dedicato a San Francesco.

Ma all’interno è un mondo di oro e legno intarsiato, mille ghirigori la abbelliscono, fino ad eccedere, ma a vederli è un vero incanto da far venire le vertigini. Un lavoro immane dietro a tutti questi decori, lavoro durato anni.

La chiesa, di per sé, è un luogo oscuro, ma che non mette ansia, perchè illuminato dallo sbrilluccichio dei decori.

Oporto - Interno S Francesco

Oporto - Intarsi su legno S Francesco

Rua das Flores, la strada delle contraddizioni

Ritornando alla Praça do Infante e risalendo la salita, inizia Rua das Flores, una via ricca di voci, di negozi graziosi e particolari, dove le persone passeggiano o mangiano seduti ad uno dei tanti localetti presenti.

Ma alzando lo sguardo, vedo le abitazioni sopra i negozi, con le persiane di legno con la vernice ormai corrosa e venuta via, o altre che ormai le persiane non le hanno nemmeno più.

Sono case mute, silenziose, ormai dimenticate. E sono proprio sopra la via del chiacchiericcio, dei colori, dei piccoli locali ben sistemati, degli artisti di strada, sopra di loro il silenzio di un tempo andato.

La scena che ho di fronte è allegra e allo stesso tempo è profondamente triste. Rua das Flores, una strada che ho ripercorso diverse volte nei giorni a Oporto, perchè ha un certo magnetismo, qualcosa lì mi attirava tanto da farmela percorrere e ripercorrere.

Oporto - Street art

Oporto - Ruta dos Flores

Oporto - Rua das Flores

Stazione Sao Bento, tra tradizione e modernità a tre metri sotto il suolo

Oporto - Stazione San Bento e ioAlla fine di Rua das Flores, si trova la stazione ferroviaria, ma è molto di più di una semplice stazione, è un’opera d’arte, è un’esplosione di azulejos dipinti, di quel bianco e azzurro che riempiono l’entrata della stazione.

Gli azulejos raccontano con le loro immagini la storia di questa città e dell’intera Portogallo, delle sue battaglie per conservare la propria identità.

Ancora più strabiliante, che sotto questa stazione, c’è un’opera di Alvaro Siza, la stazione metropolitana. Un progetto di granito grigio chiaro, di estrema linearità e semplicità a contrasto con la decorata stazione soprastante. Oporto - Stazione di San Bento

Chiesa e Torre dos Clerigos

La torre svetta e si innalza superando gli altri edifici, l’ho già notata in diversi punti della città. Entrambe sono di stile barocco, con le facciate e i contorni belli agghindati che rivestono le mura di pietra grigio.

Questo è un luogo tristemente storico, essendo nota per essere la collina degli impiccati, dove venivano sepolti i giustiziati. Saliti gli infiniti gradini della torre ho avuto modo di avere uno sguardo sull’intera Oporto.

Lassù, in alto, la vista sovrasta l’intera città, che diviene piccola sotto il mio sguardo.
Hisilicon K3

Sempre qui, a pochi metri di distanza, attraversata una galleria con alcuni negozi e bar, mi ritrovo la magica libreria Lello e Irmao (Libreria Chardron), un luogo veramente magico a cui ho dedicato un articolo intero, qui la cultura e la sapienza sono racchiuse in un’opera d’arte magica e incantatoria.

A poca distanza, dietro all’università, il Café Piolho (Café ncora d’Ouro), Praça de Parada Leitão 45, qui, lasciata conquistare dall’ambiente bohemien, mi sono concessa una pausa. Il locale, ma come altri qui a Oporto, sembra essersi fermato nel tempo, qui non ha più importanza in quale anno siamo, tutto fa pensare di essere entrata nel passato, in cui io ancora non esistevo, ma che ora lo posso sentire.

Rua de Santa Catarina e dintorni

Mi ritrovo a percorrere la Rua de Santa Catarina, allontanata da quello che è il centro storico, con i vicoli e le case decadenti, qui mi ritrovo tra larghe strade e immersa nella Belle Époque, gli edifici molto aggraziati e altezzosi e poi Café Majestic, il locale più rinomato della città.

Lo stile all’interno è ancora quello originale, sembra di tornare indietro nel tempo agli anni ‘20. Gli arredi in legno scuro, le pareti decorate e con i pesanti lampadari.
Oporto - cafè Majestic

Oporto - Rua Santa Catarina

Oporto - Rua de Santa Catarina

Un po’ più in là, lasciando la via della Belle Époque, mi ritrovo di nuovo catapultata nella Oporto di prima, in Piazza della Battaglia (Praça da Batalha) dove mi guarda il Teatro Nazionale di Sao Joao di color quasi oro, da un lato e dall’altro la Chiesa di Santo Ildefonso.

E’ il momento del tramonto e il sole rosso illumina la sua facciata costellata di azulejos. Uno spettacolo veramente suggestivo, da rimanere incantati.

Oporto - Chiesa San Ildefonso

Avenida dos Aliados e ammirare la bella architettura degli edifici che la circondano

Questo è un altro luogo che ho frequentato spesso, in realtà perchè il mio albergo era proprio lì vicino.

L’Avenida dos Aliados non mi aveva colpito più di tanto il primo giorno, ma poi passando e ripassando per quella strada, ho iniziato ad apprezzarla, per i grandi edifici che la circondano, per la tranquillità che emana.

Un lungo viale che dopo ore di camminata, sembra infinito, ma che giunta su, davanti alla Camara Municipal e girandomi a guardare indietro sono rimasta colpita dal suo fascino, mi sono seduta ad un tavolino, proprio vicino alla fontana e ho fotografato l’imbrunire.

Un lungo viale che dopo ore di camminata, sembra infinito, ma che giunta su, davanti alla Camara Municipal e girandomi a guardare indietro sono rimasta colpita dal suo fascino, mi sono seduta ad un tavolino, proprio vicino alla fontana e ho fotografato l’imbrunire.

Oporto - Ormai è sera

Cattedrale di Oporto, una cattedrale a forma di fortezza

Cattedrale di Oporto

Dalla stazione di Sao Bento, inizia una lunga salita che porta alla Cattedrale, la cattedrale è massiccia sembra più una fortezza che una chiesa, una chiesa dalle pietre grigie e decorata ai lati da azulejos.

Dalla cattedrale si gusta una strabiliante vista sul Douro, il suo molo con le tende dei ristoranti, e Vila Nova de Gaia.

Un panorama eccezionale che riempiono ancora i miei ricordi. Sotto la cattedrale vedere le scalinate che ondeggiano lungo la collina per arrivare fin giù al molo e portarti lungo il fiume.

Ma anche la vista sulle case trasandate, con i panni stesi ad asciugare, con le persone del quartiere che si incontrano fuori la porta per parlare del più e del meno o per passare semplicemente il tempo.

Oporto - la cattedrale

Oporto - vista dalla Cattedrale

Oporto - e le sue scale

Oporto - e la sua decadenza

L’esperienza sopra il Ponte Luis I

Lasciata la cattedrale e proseguendo si arriva lungo il ponte che porta al di là di Oporto, a Vila Nova de Gaia, un ponte lungo dove vicino a me, a un metro di distanza, passa la metro, senza nulla che mi divide a lei al suo passaggio, alla prima metro, e anche a quelle successive.

Avevo un po’ d’ansia, stavo attenta ai passi che facevo, per paura di inciampare e cadere sotto la metro, un ponte che ho percorso per più di mezz’ora e per tutto il tempo ho avuto questo pensiero.

Pensiero che veniva dimenticato quando vedevo che ero proprio sopra il Douro, a tanti metri di altezza.

Lì ho visto quanto è azzurra l’acqua del fiume, quanto era bello vederlo circondato lungo le sponde dalle case disordinate e ammucchiate di Oporto.

Oporto - Ponte Luis I

Oporto - vista dal ponte

Oporto - vista dal ponte 2

Vila Nova de Gaia

Superato il ponte, c’era la possibilità di scendere con la funivia, ma perchè togliermi il gusto di camminare lungo i vicoli.

Quindi ho iniziato la discesa a piedi, qui l’atmosfera è diversa da quella del passeggiare tra i vicoli del Ribeira. I vicoli, qui, sono ordinati e bianchi, si cammina tranquilli stando attenti alle poche macchine che passano.

Oporto - Burmester

Oporto - Burmester interno

Oporto - interni Burmester

Arrivata in fondo, sono andata alla ricerca della cantina, tra le mille cantine, che volevo visitare, è quella che è più vicina al ponte, la Cantina Burmester.

L’interno in pietra con una fontana quasi all’ingresso e le grandi botti all’interno. Ha proprio l’aria e il sapore di una cantina, non è molto affollata come quelle più rinomate (Sanderman), l’ambiente è più riservato e intimo.

Comprato il biglietto per la visita e la degustazione, ho scoperto la storia del Vino di Oporto, di come le barche dovevano allontanarsi da Oporto, risalire il fiume, per caricare le uve nella valle del Douro, l’unico luogo dove poteva essere coltivato.

L’amore per la vigna e per la produzione del vino, fa apprezzare ancora di più il sapore di questo divino vino liquoroso, veramente eccezionale.

Oporto - SandemanLungo le sponde di Vila Nova de Gaia, si trovano la maggior parte delle cantine, è proprio la via del vino liquoroso, qui si concentrano la stragrante maggior parte dei turisti.

Stanca di tutti questi turisti, mi sono inoltrata tra i vicoli., qui le cose improvvisamente cambiano, come quando passi in una zona d’ombra e la luce è diversa, così è stato per me. Improvvisamente ero stata catapultata in un altro mondo, non c’era più rumore, non c’erano più i locali e le cantine abbellite per accogliere i turisti. Ma solo vicoli e case vecchie, dalle facciate rovinate, qualche piccolo negozietto, altri erano chiusi, una piccola alimentari, con i prezzi segnati sul cartone. Sembrava di vedere un fermo-immagine della città, un’istantanea di decenni prima, qui nulla è cambiato.

Il paesaggio cambia, come quando passi in una zona d’ombra e la luce è diversa, così è stato per me. Improvvisamente ero stata catapultata in un altro mondo, non c’era più rumore, non c’erano più i locali e le cantine abbellite per accogliere i turisti. Ma solo vicoli e case vecchie, dalle facciate rovinate, qualche piccolo negozietto, altri erano chiusi, una piccola alimentari, con i prezzi segnati sul cartone. Sembrava di vedere un fermo-immagine della città, un’istantanea di decenni prima, qui nulla è cambiato.

Improvvisamente ero stata catapultata in un altro mondo, non c’era più rumore, non c’erano più i locali e le cantine abbellite per accogliere i turisti. Ma solo vicoli e case vecchie, dalle facciate rovinate, qualche piccolo negozietto, altri erano chiusi, una piccola alimentari, con i prezzi segnati sul cartone. Sembrava di vedere un fermo-immagine della città, un’istantanea di decenni prima, qui nulla è cambiato.

Ma solo vicoli e case vecchie, dalle facciate rovinate, qualche piccolo negozietto, altri erano chiusi, una piccola alimentari, con i prezzi segnati sul cartone. Sembrava di vedere un fermo-immagine della città, un’istantanea di decenni prima, qui nulla è cambiato.

Sembrava di vedere un fermo-immagine della città, un’istantanea di decenni prima, qui nulla è cambiato.

Oporto - dietro l'angolo

In lontananza il canto inconfondibile della melanconia, il richiamo del Saudade.

Cercando di capire da dove arrivasse questo eco lontano, scoprii un vecchio locale anonimo, scoprendo invece un mondo animato all’interno.

All’ingresso mi accolgono calorosamente, salgo su al primo piano e….questa voce bellissima si fa di carne e di ossa, proprio in quel momento uno spettacolo di Fado.

Lei cantava, non capivo le sue parole, ma sentivo che stava ricordando di un amore perduto, ricordi che ancora adesso pesano sul suo cuore, un amore perduto, no so se quell’amore era verso una persona o verso un luogo.

Il petto si stringeva al suono della sua voce e al ritmo melanconico e triste.

Oporto - le case Ribeira

Casa da Musica Rem Koolhaas

Hisilicon K3Volevo visitare la casa da Musica, purtroppo sono arrivata e non erano previste visite a breve, quindi l’ho vista solo dall’esterno, questa buffa forma geometrica opera di Koolhaas, un’opera avanguardista e innovatrice. Apprezzo l’architettura moderna, ma questa è proprio goffa, ma questa la mia personale opinione.

Visto che ero arrivata fin là, mi sono fermata nella Praça Mouzinho, dove nel centro c’è il monumento alla Guerra peninsulare, che sia questa guerra?

Non lo so, si mi vergogno ma non lo sapevo e nemmeno sto qui a raccontarvela, quello che mi ha colpito è il monumento e le sue statue bellissime e trionfanti su questa sorta di obelisco.

Oporto

Purtroppo il tempo a Oporto è volato e non ho potuto visitare molto altro di questa incredibile Oporto ne tantomeno i dintorni, ma vi assicuro che c’è ancora molto altro da esplorare. Cosa che farò nel mio prossimo viaggio qui.

Dove mangiare

Innanzitutto a Oporto si deve assolutamente mangiare Pasteis de Nata ricoperti di cannella, il dolce più buono che abbia mai mangiato. E’ un dolce semplice, per come li vedevo io erano una pasta frolla con crema, ma il sapore veramente paradisiaco. Questa è una tappa obbligatoria! Da non perdere!

La migliore pasticceria dove trovarli è Padeirinha Doce (Praça de Batalha, Rua Augusto Rosa).

Buona anche Confeitaria dos Clérigos (Rua dos Clérigos, 64), che ha oltre ai dolci anche rustici, da provare quello al baccalà (bolinhos de bacalhau).

Per quanto riguarda i ristoranti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Questi i miei consigli.

Oporto - Museu Dos Presuntos Downtown (2)Per due sere sono stata in Galeria de Paris, una strada un po’ bohemien un po’ decadente, alle spalle di Libreria Chardron, con diversi locali dove poter mangiare e anche ballare, ma tra tutti i locali quello che più mi ha colpito è stato il Museu Dos Presuntos Downtown, un locale sui generis, con un lampadario enorme al centro fatto da trombe, con le sedie in legno come quelle di una volta, anzi sono quelle di una volta.

E infinite vetrine lungo le pareti riempite di giocattoli e altri oggetti ormai inutili, un po’ è ripercorrere la propria infanzia, giochi che ormai non vedevo da secoli e che ora riappaiono davanti ai miei occhi.

In sottofondo le note di un pianoforte, un locale con musica dal vivo, che poesia, e non è tutto, tra una pausa e un’altra del pianista, venivo intrattenuta da un’acrobata sulla corda, di quelle attaccate al soffitto. Decisamente un locale fuori dagli schemi dove ho passato una stupenda serata.

O Mercado, ho mangiato lì durante il giorno e decisamente, come ho raccontato prima, l’ambiente del locale è molto suggestivo e piacevole, ho mangiato bene, tanto che volevo tornare anche di sera…ma non ho avuto tempo di fare tutto.

Adega São Nicolau, R. de São Nicolau 1, da prenotare per tempo o andare lì molto presto, è uno dei migliori ristoranti con cucina portoghese tradizionale. Peccato però che il locale, molto bello all’interno, sia un po’ piccolino e si sta strettini e se non si va presto, molti piatti finiscono, ciò indica che comprano il giusto e i prodotti sono freschi.

8 thoughts on “Oporto, guida all’uso del Saudade”

  1. Ciao, ho letto tutto in un fiato….sto organizzando un viaggio a fine agosto,per festeggiare il decimo anniversario di matrimonio.Siamo stati nella stupenda Lisbona nel 2006 e nel 2007,ed ora l’idea sarebbe quella di passare 5 giorni a Lisbona e 3 ad Oporto, dove non siamo mai stati. Un consiglio: secondo te, quanti giorni sono necessari per visitare la città e godersela, senza fare le corse da un punto all’altro, ma senza manco sprecare troppo tempo? Consigli per la zona in cui prendere l’hotel? Ti ringrazio anticipatamente.

    1. Ciao Graziano, per il tuo commento. Sicuramente, per visitare Oporto, senza fare corse, richiede minimo tre giorni completi per vedere la sola Oporto e Vila Nova da Gaia, che si trova superato il ponte Luis I, la zona dove si trovano le cantine. Io purtroppo ne ho visitato solo una e un locale di Fado. Ma per fare un giro più completo richiede più tempo di mezza giornata, per un semplice motivo, che se si fanno più cantine, una di seguito all’altra, si finisce per ubriacarsi, considerato che in ognuna si assaggiano vini diversi. Se ti trattieni più giorni puoi visitare anche le zone circostanti, o fare un tour lungo il Fiume Douro, che rifarò in un secondo viaggio a Oporto, perché sono zone meravigliose. Per quanto riguarda l’alloggio, io dopo molte ricerche, ho scelto il Pao de Azucar, rua do Almada, vicino alla Camera municipal, perché nel periodo in cui ho soggiornato i prezzi erano abbastanza elevati, mentre questo hotel, non trovandosi nel cuore del quartiere Ribera, aveva prezzi più bassi. Comodo perché vicino alla metro e alla libreria Lello e alcuni locali dove uscire la sera. Ma di certo non romantico per passare l’anniversario di matrimonio. Io però rimarrei in questa zona per la comodità della metro e considera che prendere un taxi la notte non ha costi esagerati, io in genere se ero al Ribera la sera, tornavo in taxi. Per altre informazioni, rimango a disposizione e prossimamente pubblicherò un post con ‘informazioni utili’ che potranno meglio rispondere anche alle tue richieste in maniera più approfondita. Un saluto, Melina

Ora è il tuo turno. Sono curiosa di sapere cosa ne pensi!