Sono partita (scappata) per un viaggio a 360º durato alcuni mesi. Tempo che mi ha portato lontano dalla mia vita precedente, da me stessa e da tutto ciò a cui ero legata.

Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra spegnersi, ciò che ci circonda perde forma, colore e…non proviamo più interesse per nulla.

Ci sentiamo opprimere, soffocare, lacrime scorrono interrotte, il dolore sembra essere un buco nero. Perdiamo la forza, sembra di scalare l’Everest anche solo il doversi alzare dal letto.

Ciò a cui siamo legati sembra svanire come in una bolla di sapone.

Una voragine sconosciuta ci risucchia, ci guardiamo nello nello specchio, non ci riconosciamo, occhi spenti ci guardano, rimandano a noi uno sguardo vuoto, un volto senza sorriso.

Fonte: © picJumbo

Giorni scorrono senza senso per diventare settimane. Tanti, infiniti momenti in cui non ci perdoniamo di essere come siamo, di essere sbagliati e incapaci di reagire.

Fonte: © picJumbo

In un ultimo tentativo di sfuggire a questa voragine, la decisione più sensata….partire per un viaggio reale, ma soprattutto interiore.

Chiudere il passato in scatole di cartone sigillate da nastro adesivo. Scatole riposte nel fondo di un ripostiglio, un ultimo sguardo per poi spegnere la luce e chiudere la porta alle spalle.

Poche cose chiuse nella valigia, il viaggio più difficile sta per iniziare.

Un viaggio senza una meta ben definita, alla ricerca di se stessi.

Non ci sono luoghi esotici, isole paradisiache ad attendere, scappare non vuol dire evadere, ma bensì cercarsi.

Pochi o tanti i chilometri percorsi, non ha importanza; ciò che conta sono i passi che vengono mossi.

Dalla partenza alla fine, sentirsi persi, barcollare, inciampare, fermarsi, per poi capire che qualcosa sta cambiando. Improvvisamente qualcosa scatta dentro, accorgersi che il buio, non è poi tanto buio, che il mondo non è poi così grigio.

Dietro le nuvole sempre si nasconde il sole. Aspettare quel raggio che filtra e che timidamente inizia a riscaldare il viso e sentire il calore diventare sempre più forte.

Ci vuole il tempo che ci vuole, non è un viaggio a tempo, bisogna solo credere che il sole arriverà nuovamente.

E qui, ora, dal ritorno da quel viaggio, dopo un tempo infinito (o almeno così sembra essere), ritrovare la forza di appoggiare la punta delle dita sulla tastiera del pc e con un po’ di incertezza iniziare a pigiare flebilmente i suoi tasti..mettere insieme le lettere, una dopo l’altra, per tingere di nero lo schermo bianco.

Come da un bozzolo, in cui si è prigionieri, sentire la rinascita. E’ il momento della fine, lasciarsi la pesantezza alle spalle, per un nuovo inizio.

Una nuova “io”! Pronta a respirare e riempire i polmoni dei profumi di cui è piena l’aria, a lasciare che l’iride degli occhi siano travolti dai colori infiniti che questo mondo ci regala in ogni suo istante. Ma soprattutto pronta a sorridere, perché la vita è meravigliosa. Salire sulla sua giostra e iniziare a divertirsi e stupirsi.

La primavera è iniziata, il lungo inverno, grigio e freddo è alle spalle, è il momento di correre, non rimanere più indietro.

E’ il momento di ritornare a gioire…in questo nuovo inizio! Un nuovo viaggio sta per cominciare!

Fonte: © picJumbo

9 thoughts on “La mia fine, il mio inizio. La terapia del viaggio”

  1. E’ bello tornare a leggeri Melina! E soprattutto è bello leggerti così carica e pronta ad affrontare con grinta la vita e tutto quel che ti attende! 🙂 Capisco bene cosa intendi quando parli di momenti di black out, momenti dove non ti riconosci e vorresti solo evadere per cercare di ritrovarti!
    Io non so se ci sono ancora riuscita, ma continuerò a provarci!
    Avrai tanto da raccontare suppongo, di questi ultimi mesi e se vorrai farlo noi saremo qui a leggerti!
    BENTORNATA! 🙂

    1. Buongiorono Lucrezia,
      la gioia che provo ora è indescrivibile!!! Come è tanta la gioia di vederti qui…ora inizierò, pian piano, a riprendere il controllo di tutto ed essere più presente.
      un bacio e ….Buona Pasqua

  2. Bentornata cara! E’ bello leggere questi pensieri così positivi, a volte capitano questi periodi “bui” e si ha bisogno di staccare la spina da tutto e tutti, per capire di cosa si ha bisogno davvero. Sono contenta che tu ti sia “ritrovata”!
    Un bacione

    1. Ciao Daniela,
      grazie mille. Si ora sono in Spagna…tornata al punto di partenza ma questa volta con i colori e il sorriso.

      Buona Pasqua anche a te!!!
      A presto con i racconti “mancati” di questi ultimi mesi

  3. Ben tornata! Questi momenti capitano a tutti e sono più o meno lunghi e difficili. C’è proprio un bisogno interiore di evadere e di stare un po’ con se stessi, per capire, ricaricarsi e ripartire.

Ora è il tuo turno. Sono curiosa di sapere cosa ne pensi!