Chi sono? E dove sto andando? Qual’è il mio luogo? Cosa ho realizzato fino ad oggi e in quale direzione sto andando?

Queste sono le domandi che spesso mi pongo. In realtà non so darmi una risposta. La mia vita è confusa e mutevole, forse troppo. Io che ho sempre sognato un punto di riferimento e un luogo dove mettere le radici per poter costruire qualcosa, che siano essi legami, amici e tutto ciò che fanno le persone “normali” nel tempo libero.
Guardo intorno a me e vedo le persone “normali” prese con le piccole grandi attività quotidiane, casa, lavoro, hobby, figli, amici, io le guardo e le invidio. Vorrei anche io una vita normale, con i miei punti fissi e stabili. La realtà è…che non ne ho, sempre con l’ansia di dover andare via, spostarmi e chiedendomi, quanto tempo questa volta starò a casa, quanto tempo poi dovrò stare fuori. E questi pensieri mi portano a vedere il tempo come se fosse congelato, in attesa di quello squillo sul telefono che mi dice, c’è questo lavoro in “terralandia” ed io accetto, che altrimenti non ho alternative. E quando sono lì, altro tempo congelato, aspettando il giorno di tornare a casa, sognando di riprendere a vivere.

Questo è quello che sono io, quello che penso, questo è ciò che il lavoro mi ha portato ad essere. Un lavoro che non è in un luogo ma in ogni luogo, un lavoro in cui devi avere sempre la valigia pronta, un lavoro che alla fine ti porta ad isolarti e non avere amici.
Io che per molto tempo l’armadio nemmeno l’ho usato, tutto ciò di cui avevo bisogno era nella mia valigia, la mia valigia era la mia casa, era il mio rifugio.

Come mi sento in questo ruolo? Bello, penserete, poter viaggiare grazie al lavoro, stare sempre in luoghi diversi, conoscere altre tradizioni, culture.
Si, questo è vero, è bello, anzi stupendo, dover vivere in altri luoghi mi ha fatto vedere e imparare molte cose, che stando fissa in un luogo mai avrei immaginato, e in fondo era quello che avevo sempre sognato, dover viaggiare per lavoro.
Ma la medaglia ha due facce. Stare fuori, cambiare sempre, alla fine mi ha disorientato, non sono riuscita a fare un progetto di vita. Non riesco a mettere radici, a creare relazioni, la verità è che non mi sento completa. Manca qualcosa, un pezzo.
La mia casa è in nessun luogo e in tutti i luoghi, la mia bussola ha perso il nord e l’ago gira in tutte le direzioni.
Se ripenso in quanti posti ho vissuto fino a ieri, troppi, e il tempo fuori mi è sembrato lunghissimo, ma non lungo abbastanza per poter mettere radici, e così nuovamente via.

Ripenso alle giornate vissute fuori, in cui non esiste altro che il lavoro, e quando si ha tempo libero, la realizzazione che ero sola, lo pensavo girando per le città quando alla fine della giornata mi rendevo conto di non aver parlato con nessuno. Un’ombra tra la gente. E ora quando sono a casa, mi sento meno dell’ombra.
Ho un fidanzato, almeno qualcosa sono riuscita a costruire, ma un fidanzato che vedo poco, che anche lui per lavoro è sempre fuori e non sempre i nostri tempi liberi si incontrano.
Quindi, oggi, faccio tutto da sola, cerco di distrarmi e girare, mi alzo la mattina e dico voglio andare qui, voglio fare questo e lo faccio. Mi sto abituando a questa mia condizione e cerco di non pensarci, ma se mi fermo un attimo, gli occhi si gonfiano e il cuore si stringe.
Il blog, perchè aprire il blog, uno era per raccogliere e mettere insieme tutte le mie esperienze, in modo da mantenere sempre vivo il ricordo di un viaggio, vicino o lontano che sia e poi, la verità è che il blog sta diventando il mio rifugio, un modo per non sentirmi totalmente sola, le parole stanno diventando i miei amici.

Quello che so?

E’ che oggi non ho un posto nel mondo, io che potrei fermarmi in qualsiasi luogo, che sarebbe lo stesso. Molte persone sottolineano e sono orgogliose della loro terra, e lo evidenziano (che invidia). Io non mi sento di appartenere a nessuna terra, io sempre ospite e mai abitante. Io che ora sono in Spagna, ieri in Germania e un anno fa in Italia, in quali città? In diverse città.

Io che non so dove andare e dove sono stata fino ad oggi. A me che nessun luogo è lontano e le radici invece lontane anni luce.
Io che sono un’espatriata senza pentimento e rimpianto. Tornare indietro? No, non lo farei, andare avanti, il mio obiettivo.

CC BY-NC-ND 4.0 In nessun luogo e in tutti i luoghi by Marrocco Melina is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.